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    La terapia peptidica NL-GHK-Cu consente di ripristinare il comfort funzionale nella vita quotidiana, grazie all’eliminazione del dolore e degli stati infiammatori dell’organismo. Inoltre, rappresenta una terapia peptidica moderna che permette una significativa riduzione della comparsa di tali disturbi.
    Riassunto: I meccanismi di insorgenza sia del dolore che dello stato infiammatorio sono complessi e richiedono un corretto approccio terapeutico. Se non trattati adeguatamente, tali disturbi possono portare a numerose spiacevoli conseguenze. Secondo gli studi, il peptide NL-GHK-Cu trova applicazione nella terapia del dolore e nell’eliminazione dello stato infiammatorio come terapia peptidica moderna. Parole chiave: •NL-GHK-Cu •dolore •dolore acuto •dolore cronico •dolore localizzato •dolore generalizzato •dolore riferito •dolore multifocale •stato infiammatorio •terapia NL-GHK-CU

    Introduzione

    Secondo la definizione, il dolore è una sensazione spiacevole e negativa, sia sensoriale che emotiva, che si manifesta in seguito a stimoli che danneggiano il tessuto o minacciano di danneggiarlo. Lo stato infiammatorio, invece, è una reazione difensiva dell’organismo a stimoli che danneggiano i suoi tessuti. Lo scopo della formazione dello stato infiammatorio è creare un ambiente favorevole alla riparazione e rigenerazione dei tessuti danneggiati. Entrambi i disturbi menzionati, cioè dolore e stato infiammatorio, portano a un peggioramento della vita quotidiana e del funzionamento. I meccanismi di insorgenza sia del dolore che dello stato infiammatorio sono complessi e richiedono un corretto approccio terapeutico. Se non trattati adeguatamente, tali disturbi possono portare a numerose spiacevoli conseguenze. Secondo gli studi, il peptide NL-GHK-Cu trova applicazione nella terapia del dolore, grazie alla riduzione del rilascio di serotonina e all’eliminazione dello stato infiammatorio attraverso la soppressione, tra l’altro, della produzione di citochine proinfiammatorie, come terapia peptidica moderna.

    DOLORE

    Il dolore, come sensazione spiacevole sia sensoriale che emotiva, è legato a un danno reale, persistente o imminente al corpo. Il sintomo dolore si manifesta più spesso a seguito di irritazione dei recettori, in particolare dei recettori del dolore - nocicettori - o di una diminuzione della soglia di eccitabilità dei recettori. La funzione principale della sensazione dolorosa che ci accompagna è quella di protezione e avvertimento, che segnala un danno imminente ai tessuti, causato da un trauma o da una malattia, attivando una risposta dell’organismo volta a limitare al minimo le conseguenze del danno stesso.

    Il dolore induce una riduzione dell’attività fisica, che in questo caso è un fenomeno positivo, poiché l’aumento della sensibilità dei tessuti associata previene ulteriori danni. Nella maggior parte dei casi, il dolore acuto iniziale, se trattato correttamente con terapie antidolorifiche, scompare in breve tempo, da alcune ore a qualche giorno. In caso di trattamento inadeguato, si verificano alterazioni patofisiologiche progressive nel sistema nervoso centrale e la forma primaria di dolore, acuta, si trasforma in dolore cronico; per questo è fondamentale un intervento corretto ed efficace già ai primi sintomi dolorosi.

    PATOMECCANISMO DEL DOLORE

    • Dolore acuto

    Il termine nocicezione riguarda il processo di insorgenza del dolore, che comprende quattro fasi: trasduzione, conduzione, modulazione e percezione. Nella prima fase, la trasduzione, l’energia dello stimolo nocivo, meccanico, termico o chimico, viene trasformata in un impulso elettrico trasmesso dalle fibre nervose alle terminazioni periferiche del neurone nocicettivo. Questo provoca il danneggiamento dei tessuti, che porta al rilascio di bradichinina, serotonina e sostanza P, responsabili dello sviluppo dell’infiammazione neurogena nel punto della lesione, manifestata da dolore, arrossamento e gonfiore. L’informazione codificata come impulso elettrico raggiunge, nella fase di conduzione, il ganglio delle radici dorsali dei nervi spinali, dove vengono rilasciati aminoacidi eccitatori, sostanza P e neurochinina A, trasportati alle sinapsi formate dalle terminazioni centrali del neurone nocicettivo nel corno posteriore del midollo spinale. Dal corno posteriore, l’informazione nocicettiva viene trasmessa ai livelli superiori del sistema nervoso centrale. L’ultima fase della nocicezione è la percezione, che avviene nel cervello. Essa svolge una funzione cognitiva ed è responsabile della consapevolezza dello stimolo doloroso, della sua valutazione e delle reazioni affettive ed emotive. Qui si generano, tra l’altro, paura, aggressività e rabbia, e si formano modelli comportamentali legati al dolore memorizzato.

    • Dolore cronico

    Il dolore cronico riguarda persone che soffrono di dolore per un lungo periodo; si definisce clinicamente dolore cronico quando i sintomi persistono per più di 3 mesi o continuano nonostante la guarigione dei tessuti danneggiati. Sempre più spesso, il dolore cronico è considerato una malattia a sé stante, che richiede un approccio terapeutico specifico e specialistico. Nei pazienti con dolore cronico si manifestano sintomi che riducono la qualità della vita, comprendenti disturbi fisiologici, psicologici e sociali. La gravità di tali sintomi dipende dalla durata e dall’intensità del dolore, non dalla causa che lo ha generato.

    LOCALIZZAZIONE DEL DOLORE

    Dolore localizzato

    Il dolore, come indica il nome, è localizzato in un punto preciso. Un esempio di dolore localizzato può essere il dolore in una parte specifica dell’addome o il mal di denti.

    Dolore riferito

    Il dolore riferito, detto anche dolore irradiato, è uno dei cosiddetti dolori trasmessi. Solitamente si irradia dagli organi interni alla pelle, poiché a ogni organo interno è associato un dermatomero, cioè un’area cutanea che riceve stimoli dallo stesso nervo spinale collegato all’organo. Al dolore riferito spesso si accompagna la contrattura dei muscoli interessati. Questo disturbo non è una malattia a sé stante, ma un sintomo di un’altra patologia. I dolori riferiti si manifestano più frequentemente nella zona cervicale, toracica e lombare della colonna vertebrale. Per esempio, i dolori riferiti della colonna cervicale possono indicare, tra l’altro, angina e ascessi peritonsillari.

    Dolore generalizzato

    Questo tipo di dolore si avverte principalmente in caso di danni al sistema nervoso somatico. Il dolore non è legato a recettori specifici in una parte del corpo, ma coinvolge l’intero sistema nervoso.

    Dolore multifocale

    Dolore presente in ≥4 delle 5 aree corporee, escludendo mandibola, torace e addome.

     

    STATO INFIAMMATORIO DELL’ORGANISMO

    Lo stato infiammatorio è una reazione difensiva dell’organismo in risposta a fattori lesivi. Nella reazione infiammatoria sono coinvolte cellule del sistema immunitario, cellule del tessuto connettivo, alcune proteine del sangue e vasi sanguigni. Lo scopo della formazione dello stato infiammatorio è limitare il fattore dannoso, neutralizzarlo e riparare i tessuti danneggiati.

    SVOLGIMENTO DELLA REAZIONE INFIAMMATORIA DELL’ORGANISMO

    Il riscaldamento, l’arrossamento e il gonfiore dell’area infiammata sono conseguenze dirette della reazione vascolare al danno tissutale. Essa provoca una contrazione rapida e breve dei vasi, seguita da una loro dilatazione prolungata. Contemporaneamente aumenta la permeabilità dell’endotelio dei capillari, causando il passaggio di liquido nello spazio extravascolare e la formazione di edema. Successivamente si osserva la migrazione delle cellule del sistema immunitario nel sito della lesione e la formazione dell’infiltrato infiammatorio. Le prime cellule a comparire nel focolaio infiammatorio sono i granulociti neutrofili. Seguono gli eosinofili (in caso di reazione allergica) e i linfociti e macrofagi (in caso di reazione infiammatoria cronica). La migrazione dei leucociti dallo spazio intravascolare è determinata dalla presenza di molecole adesive sulla superficie delle cellule endoteliali e dei leucociti.

    Azione antidolorifica di NL-GHK-CU

    Gli studi condotti hanno dimostrato che il peptide NL-GHK-Cu possiede un’azione antidolorifica. In particolare, la componente peptidica L-lisina svolge un ruolo chiave nel processo analgesico. Grazie all’azione del peptide si regola e si attiva l’azione delle peptidasi e la formazione di prodotti di trasformazione tessuto-specifici. È stato inoltre dimostrato che l’azione di NL-GHK-Cu riduce il rilascio di serotonina, responsabile dello sviluppo dell’infiammazione neurogena nel punto della lesione o del danno, manifestata da sintomi dolorosi.

    Azione antinfiammatoria di NL-GHK-CU

    È stato dimostrato che il complesso NL-GHK-Cu favorisce l’inibizione dei cambiamenti infiammatori e fibrotici, attenua la risposta infiammatoria riducendo i livelli di citochine proinfiammatorie, TNF-ɑ e IL-6, nonché l’attività della MPO (concentrazione di mieloperossidasi). Inoltre, l’azione di NL-GHK-Cu inverte significativamente lo squilibrio MMP-9/TIMP-1 e previene parzialmente la EMT (transizione epitelio-mesenchimale) attraverso le vie Nrf2, NF-κB e TGFβ1, nonché la fosforilazione di Smad2/3.

    BIBLIOGRAFIA

    1.Wordliczek.J, Dobrogowski.J, Trattamento del dolore. 2007; 11-27:2

    2.Wordliczek.J, Dobrogowski.J, Medicina del dolore. 2004; 17-39

    3.Pickart. L, Margolina.A, Azioni rigenerative e protettive del peptide GHK-Cu alla luce dei nuovi dati genetici. 2017; 19(7):1987. doi: 10.3390/ijms19071987

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    5.Wen-Hui.M, Meng.L, Hai-Feng.M, Wei.L, Li.L, Yan.Y, Xiao-Ming.Z, Gang.H, Effetti protettivi di GHK-Cu nella fibrosi polmonare indotta da bleomicina tramite vie antiossidanti e antinfiammatorie. 2019; 15;241:117139. doi: 10.1016/j.lfs.2019.117139.

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